Con l'arrivo dell'autunno stai notando un aumento importante della caduta dei tuoi capelli?

Pubblicato il 26/10/2016


Per caduta stagionale dei capelli si intende il voluminoso aumento del numero giornaliero di capelli che cadono in primavera (aprile/maggio) e autunno (settembre/novembre). Un fenomeno piuttosto comune che coinvolge tutti, uomini e donne.

Che la perdita di capelli si intensifichi soprattutto nella stagione autunnale, d’altronde, è coerente coi ritmi della natura. L’autunno è infatti la stagione in cui, di fronte all’irrigidirsi delle condizioni climatiche, gli organismi animali e vegetali rispondo con forme di adattamento analoghe: gli alberi rilasciano le foglie, gli animali cambiano il pelo e gli uomini perdono i capelli.Questo comune fenomeno di “caduta” avviene per cause ancora non del tutto chiare. C’è chi lo riconduce a una semplice eredità genetica che ha le sue radici nel processo stagionale di muta del pelo tipico dei mammiferi. Alcuni studiosi, invece, ritengono che la variazione del rapporto fra ore di luce e ore di buio, incidendo sull’equilibrio ormonale, sia la causa della perdita di capelli. Altri ancora propongono una spiegazione più psico-sociologica del fenomeno indicando nel ritorno alla vita “malsana” della città, col suo carico negativo di stress da lavoro, ritmi frenetici e inquinamento atmosferico, la causa primaria dell’aumento della caduta di capelli.
Quale che sia la spiegazione una cosa è certa, l’aumento stagionale della caduta dei capelli va considerato, almeno in parte, un fenomeno fisiologico di “ricambio” naturale. I capelli, infatti, hanno un loro ciclo di ricrescita che può durare fra i due e i sei anni rinnovandosi una ventina di volte nell’arco dell’esistenza di ogni individuo. Questo significa che ogni capello cade e ricresce venti volte prima di morire definitivamente per atrofizzazione del follicolo pilifero. La primavera e l’autunno non fanno altro che accelerare, con il cambio climatico, il ciclo vitale dei capelli, il loro rinnovamento. Va pero fatta una distinzione tra perdita di capelli stagionale è caduta patologica.
Per i più perdere i capelli è una condizione che deprime, è naturale che succeda. Non si può biasimare nessuno che vedendosi cadere quantità crescenti di capelli si allarmi e chieda una consulenza specialistica. In autunno, persino nelle persone con folte capigliature, la caduta può superare abbondantemente il numero di cento capelli al giorno, ed è naturale che le persone sgomente si rechino nei centri specializzati, dove il più delle volte dalle analisi non emergono condizioni anomale e la caduta dei capelli risulta essere solo un fenomeno stagionale. In questi casi a cadere sono solo i capelli in fase telogen (si parla infatti di telogen effluvio stagionale), cioè quelli alla fine del loro ciclo di ricrescita, mentre i follicoli stanno già lavorando per produrre i nuovi capelli.
Ci sono anche casi, però, in cui il naturale incremento stagionale rischia di nascondere un reale problema di ricrescita capelli, rendendo più difficile distinguere fra caduta normale e caduta anormale. A volte, per fare un esempio, il rinnovarsi di tensioni psico-fisiche innescate dall’inizio dell’anno lavorativo si ripercuote direttamente sulla salute dei capelli. Se lo stress si inserisce in una situazione di capelli già deboli per costituzione il rischio che si attivi un processo di deterioramento importante è alto.
Ci sono anche dei campanelli d’allarme che invece segnalano il rischio che la perdita dei capelli abbia caratteristiche patologiche: prurito alla testa e dolore del cuoio capelluto. In questi casi o, in generale, quando si é nel dubbio, è consigliabile sottoporsi ad analisi di verifica. Al tricologo spetta poi servirsi di tutti i dati raccolti, comprese le osservazioni espresse dalla persona in esame, per stabilire le cause ed elaborare i giusti rimedi alla caduta dei capelli.

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